ISO, diaframma e tempo di scatto spiegati semplice

ISO 400, f/2.8, 1/250 s. All’inizio questi tre numeri sembrano una lingua straniera, e non sai mai quale toccare.

Io oggi scatto quasi sempre in manuale: scelgo il diaframma, regolo il tempo in base alla luce e lascio gli ISO in automatico, con un limite massimo di 3200. Ma ci sono arrivato piano piano, sbagliando.

Non serve imparare i numeri a memoria. Serve capire cosa succede alla foto quando ne cambi uno.

Una sera a Erice

7 gennaio 2023, Erice, nebbia. X-Pro2 con l’XF 18mm f/1.4, niente cavalletto.

Alle sette di sera c’è ancora un po’ di luce nel cielo. Apro il diaframma a f/1.4, tengo 1/60 s per non avere mosso, e gli ISO si fermano da soli a 1000.

Vicolo di Erice di notte nella nebbia con lampioni e tre persone in fondo
Erice, gennaio. X-Pro2, XF 18mm f1.4, 1/60 s, f/1.4, ISO 1000, a mano libera

All’una di notte è tutto diverso. Il cielo è nero, restano solo i lampioni nella nebbia. Stesso tempo, 1/60 s, diaframma a f/2. Gli ISO salgono fino al limite che ho impostato: 3200. Più di così non vanno.

Belvedere di Erice nella nebbia di notte con due persone di spalle.
Erice, gennaio. X-Pro2, XF 18mm f1.4, 1/60 s, f/2, ISO 3200, a mano libera

La seconda ha un po’ più di grana. Ma è nitida, non è mossa, e racconta esattamente quella notte. Tre parametri, tre scelte: ecco come lavorano insieme.

Il diaframma: quanta luce, e cosa resta nitido

Il diaframma è l’apertura dell’obiettivo. È il parametro su cui lavoro di più, perché non decide solo la luce: decide cosa sarà nitido e cosa no.

Attenzione ai numeri, che sembrano al contrario:

  • f/1.8 – f/2.8: apertura ampia. Entra tanta luce, lo sfondo si sfoca. Ritratti, poca luce, soggetto staccato dallo sfondo.
  • f/8 – f/11: apertura piccola. Entra meno luce, quasi tutto è nitido. Paesaggi, architettura, street con tanta luce.

Numero piccolo = apertura grande. Ci si abitua in fretta.

Il tempo di scatto: il movimento

Il tempo è quanto a lungo il sensore riceve luce. Decide come appare il movimento.

  • 1/1000 s: congela tutto, anche un movimento veloce.
  • 1/250 s: persone che camminano, situazioni dinamiche.
  • 1/60 s: soggetti fermi, con mano ferma e focale corta.
  • 1/15 s e oltre: a mano libera diventa rischioso; con il cavalletto puoi andare anche a secondi interi.

Non sono regole fisse: dipende dalla focale, dalla stabilizzazione, da quanto si muove la scena.

Gli ISO: il compromesso

Gli ISO rendono la foto più luminosa quando la luce non basta per il tempo e il diaframma che hai scelto. Il prezzo è il rumore: più li alzi, più grana e meno dettaglio.

Per questo li lascio in automatico con un tetto: salgono da soli quando serve, ma non oltre il limite che ho deciso. Io ho scelto 3200; con le fotocamere di oggi si può anche andare oltre.

E una regola che vale sempre: meglio una foto con un po’ di rumore che una foto mossa. Il rumore si accetta, il mosso no.

Come lavorano insieme

I tre parametri sono collegati. Se ne cambi uno, per tenere la stessa luminosità devi compensare con gli altri.

Partiamo da ISO 100, f/4, 1/250 s, foto ben esposta.

  • Vuoi un tempo più rapido, 1/500 s? Entra metà luce: apri il diaframma o alza gli ISO.
  • Vuoi più nitidezza, f/8? Entra meno luce: allunga il tempo o alza gli ISO.

Non esiste la combinazione perfetta. Esiste quella giusta per la foto che vuoi fare.

Da quale parametro partire

Una domanda sola: cosa non voglio perdere in questa foto?

  • Se il movimento va congelato, parti dal tempo.
  • Se conta cosa è nitido e cosa sfocato, parti dal diaframma.
  • Se tempo e diaframma sono già quelli giusti e manca luce, lascia lavorare gli ISO.

Io parto quasi sempre dal diaframma. Ma è la mia fotografia: tu scegli in base alla tua.

Due esempi

Una persona che cammina in una stanza buia. Diaframma aperto (f/2.8) per far entrare luce, tempo almeno 1/250 s per non avere mosso. Se la luce non basta, salgono gli ISO. Qui gli ISO non li scegli “per avere più luce”: sono il compromesso che ti permette di tenere tempo e diaframma.

Un paesaggio sul cavalletto. Niente da congelare: diaframma chiuso (f/8) per avere tutto nitido, ISO bassi, e se manca luce allunghi il tempo. Stesso principio, impostazioni opposte.

Il modo più semplice per imparare

Prendi un soggetto e cambia un parametro alla volta. Prima solo il tempo, e guarda il movimento. Poi solo il diaframma, e guarda lo sfondo. Poi solo gli ISO, e guarda la grana.

Dieci minuti così valgono più di qualsiasi tabella.

In una riga

  • Diaframma: luce e nitidezza in profondità.
  • Tempo: luce e movimento.
  • ISO: luce in più, in cambio di rumore.

Quando sai perché scegli un’impostazione, la tecnica smette di essere un ostacolo e diventa uno strumento.

Se le tue foto vengono troppo scure o troppo chiare, leggi come controllare l’esposizione. Se vengono mosse o sfocate, le 10 cause delle foto non nitide.

Daniele Tranchita, ShotAndGo.

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